ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 24 luglio/ Fabio Cani/ Un quartiere scomparso: la Cortesella

La città di Como gode fama di essere una “città antica”; passeggiando per le sue strade si può cogliere l’atmosfera dei decenni passati e – in qualche caso – persino di secoli lontani, su su fin al medioevo. Ma anche all’interno della città murata, cioè di quella porzione urbana che ha maggiormente conservato i caratteri storici, non mancano interventi di sostituzione edilizia, anche pesanti. È il caso del quartiere in tempi recenti individuato col nome di Cortesella: un fitto intrico di strade, vicoli, case antiche, stretto tra la piazza del Duomo e la riva del lago, completamente demolito alla fine degli anni Trenta, sotto i colpi di quello che il fascismo chiamò “il piccone risanatore”.

Dalle 10/ La storia della demolizione del quartiere è raccontata – quasi in diretta – da un filmato girato da un gruppetto “cinefilo” dei GUF (Gruppi Universitari Fascisti), con il lavoro di Ico Parisi, Giovanni Galfetti e Giuseppe Costamagna). Si tratta di una testimonianza a suo modo unica, anche nel suo tono un po’ enfatico. La sua “vera” storia è raccontata nell’articolo che trovate cliccando qui (ed è una storia un po’ diversa da quella continuamente ripetuta…). La sua copia video è da qualche anno disponibile e quindi ve la proponiamo:

Dalle 11/ L’intreccio delle tante storie presenti all’interno dell’antico quartiere si può provare a scioglierlo in tanti modi. Nel volume “I nomi della città” edito da NodoLibri nel 1999 e promosso dall’Associazione Amici dei Musei di Como, si approfondiscono i temi legati alla toponomastica storica, grazie alla quale è possibile ricostruire le logiche “generative” della percezione della città.

Della 12/ Per capire la città antica, però, è impossibile ragionare per compartimenti stagni. Anche nei secoli passati, e forse addirittura più di oggi, valgono i principi della fluidità e dell’interconnessione: è quasi impossibile dire dove finisca un pezzo di città e ne cominci un altro. Ecco perché la storia della Cortesella continua nelle vie adiacenti.

Dalle 13/ Un breve approfondimento su una singola immagine, che raffigura in modo quasi esemplare la vicenda della demolizione. Cercando nei dettagli è sempre possibile scoprire qualcosa di nuovo.

Dalle 14/ Per finire, il racconto di una vicenda personale strettamente intrecciata con quella di questo antico quartiere: Ercole Bianchi, “Erculin”, barbiere e antifascista (e – forse – barbiere perché antifascista, o antifascista perché barbiere…), raccontata e contestualizzata da un suo grande amico, l’ingegnere Giordano Azzi (altra figura fondamentale della cultura democratica comasca), e letta da Gerardo Monizza.

Arci Como WebTV continua domani con la proposta teatrale di Arci Trebisonda, per un week end di otium culturale [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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