ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 14 agosto/ Fabio Cani/ Intorno e dentro il Duomo

Il Duomo di Como è un vero simbolo per la città: più ancora civico in senso lato che religioso in senso stretto. Sarà perché è un punto di riferimento visivo insostituibile: da qualsiasi percorso d’accesso, tanto dal lago quanto dalle strade, indica in modo inequivocabile il centro. Sicuramente, comunque, è il riassunto degli ultimi secoli di storia cittadina, scenario di eventi culturali e persino politici. Per questo è un serbatoio inesauribile di storie, anche molto particolari.

Dalle 10/ Ci avviciniamo alla Cattedrale considerando la storia di piazza Duomo. Un centro “eccentrico”, attratto verso nord dalla fondamentale relazione con il lago, ma comunque in grado di catalizzare su di sé una particolare attenzione.

Dalle 11/ Il grande Duomo è una sorta di inesauribile contenitore di opere d’arte, dentro e fuori, di pittura e di scultura, di ogni materiale. Giustamente, alcune di queste opere sono entrate nella memoria collettiva (quasi nel mito). Alcune hanno si sono guadagnate il privilegio di un nome popolare, stabilmente insediato nell’immaginario: come la porta della Rana (la porta sul lato settentrionale), certo uno dei capolavori della scultura rinascimentale lombarda, opera della bottega di Tommaso Rodari.

Dalle 12/ A sua volta, la porta della Rana raccoglie dentro di sé tante storie “minori”; quasi ogni riquadro decorativo meriterebbe un approfondimento e un racconto. Ma il mostro in forma d’asino, scolpito in un bassorilievo dell’interno del portale è un caso talmente particolare che non si può evitare di raccontarne le vicende, sia pure per accenni: vicende che si raccordano con alcuni degli eventi fondamentali della storia europea e, anche, con alcuni dei principali percorsi di studio dell’iconografia storica.

Dalle 13/ Nella sua plurisecolare storia, il Duomo si è anche dovuto confrontare con eventi tragici, che hanno addirittura messo a repentaglio la sopravvivenza di alcune sue parti fondamentali. L’incendio della cupola, nella notte tra il 27 e il 28 settembre 1935, è certamente uno degli avvenimenti più noti della storia del Novecento comasco. Il risanamento di quella parte della Cattedrale è, reciprocamente, una delle imprese più importanti della “cura” dei monumenti storici.


Dalle 14/ Ancora più di recente, il rovinoso fulmine che il 3 novembre 1990 colpi il gugliotto più alto al vertice della facciata diede il via a una campagna di restauri molto importante. Fu anche l’occasione per tornare a porre attenzione al Duomo e alle sue storie. La casa editrice NodoLibri pubblicò allora un serie di Variazioni, che in questo video Gerardo Monizza ricorda e in parte legge.

L’Èstate di Arci Como WebTV continua domani . [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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