ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 28 settembre/ Musa Drammeh/ L’Africa raccontata con gli occhi dei suoi figli

Oggi vi presentiamo una serie di video-documentari sugli scrittori africani che hanno cambiato il modo di raccontare l’Africa, offrendo un modo diverso di raccontare la storia africana rispetto alle solite narrazioni che mettono all’ultimo piano la cultura africana e la rappresentazione delle sue realtà sociale e ambientale. Per affrontare i problemi in Africa c’è bisogno di scrittori e scrittrici che presentano ai lettori dei racconti su questa terra con naturalezza e curiosità. Chimananda Nzozi Adichie, Chinua Achebe e Wole Soyinka fanno parte di quella corrente di narratori che offrono questo nuovo modo di raccontare l’Africa. 

La pericolosità di raccontare una storia unica. Chimamanda Nzozi Adichie  è una scrittrice nigeriana nata ad Abba, in Nigeria, ed è cresciuta nella città universitaria di Nsukka, dove ha completato il primo ciclo di studi, poi proseguiti negli Stati Uniti. È autrice di bestseller pluripremiati. Il suo primo romanzo è ”Ibisco viola“ e poi ”Metà di un sole giallo”- e l’ultimo saggio pubblicato è intitolato “dovremo essere tutti femministi”. Chimamanda ci racconta nel presente video la pericolosità di narrare “una storia unica” ai lettori africani, nella quale spesso essi non hanno voce in capitolo, e i personaggi e i paesaggi non rappresentano la realtà africana, in cui questi possano identificarsi e comprendere la narrazione più completa. La scrittrice ci rivela le sue prime difficoltà e incomprensioni da quando ha iniziato a leggere e scrivere. Dunque,  Chimamanda si accorge che i libri che leggeva descrivevano l’ambiente e i personaggi con caratteristiche a lei sconosciute; pensò, quindi, che i libri per natura dovessero per forza avere come protagonisti gli stranieri, ma le cose cambiano quando viene in contatto con libri scritti da scrittori africani, tra cui Chinua Achebe e Kamara Lai,  che le hanno permesso di fare un lavoro mentale per poter identificarsi e realizzare che anche le ragazze come lei, scure di pelle con capelli afro e occhi neri potessero essere rappresentate nei libri. È da allora che ha iniziato a scrivere e raccontare le cose che conosce. La scoperta degli scrittori africani che non raccontano più una storia unica l’hanno salvata dalla pericolosità di raccontare e guardare la storia con la stessa convinzione che solo i colonizzatori hanno la capacità di raccontare l’Africa. Dopotutto, l’Africa è stata narrata in un’unica storia, dove prevalgono le narrazioni sulle guerre inutili che hanno portato solo disastri e povertà, narrazioni in cui non esiste nessuna possibilità per gli africani di essere allo stesso livello degli altri popoli e dove non esiste nessuna di possibilità di connessione con altri nazioni.

Un tributo a Chinua Achebe. Chinua Achebe nacque in Nigeria, 16 Novembre 1930.  Achebe frequentò il college a Umuaha dal 1944 al 1947 e poi l’università a Ibadan dal 1948 al 1953. Nella stessa università studiarono numerosi altri nigeriani divenuti poi grandi nomi della letteratura africana; tra gli altri Wole Soyinka (vincitore del premio Nobel per la letteratura), Elechi Amadi e Christopher Okigbo. Durante gli anni universitari, Achebe decise di rinnegare il proprio nome inglese e adottare quello indigeno di “Chinua”. Chinua Achebe è considerato il padre della letteratura africana moderna. Gran parte dell’opera di Achebe è incentrato sulla denuncia della catastrofe culturale portato in Nigeria prima dal colonialismo e poi dai regimi corrotti succedutisi dopo l’indipendenza. Nel 1958, all’età di 28 anni, Achebe pubblicò il suo primo romanzo Il crollo (tit.  or. Things fall apart) che ebbe un successo straordinario, molte recensioni (tra cui the Guardian o The Observer) lo considerano fra i più grandi romanzi del Novecento.  L’opera fu tradotta in 50 lingue e vendette oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo.  Durante la guerra civile in Nigeria 1967-1970, Chinua si schierò a favore del Biafra, diventandone ambasciatore. Nel conflitto morì Christopher Okigbo, amico di Achebe; la poesia  ”Dirge for Okigbo” ricorda questo momento. Dunque, la guerra del Biafra segnò profondamente Achebe e il ricordo del conflitto riemerge in diversi passi della sua opera. Negli anni successivi Achebe scrisse un celebre trattato dal titolo “Un’immagine dell’Africa”: il razzismo in Cuore di tenebra di Conrad, uno dei saggi più controversi e influenti della storia della critica letteraria africana. In questo saggio, Achebe criticò aspramente la rappresentazione dell’Africa fatta da Conrad in Cuore di tenebra “un campo di battaglia metafisico privo di qualsiasi riconoscibile umanità, in cui l’Europeo errante entra a proprio rischio e pericolo”. Secondo alcuni, l’aperta ostilità di Achebe verso la cultura occidentale ed europea è uno dei motivi per cui questo autore così influente non ha ricevuto il Premio Nobel. Nel 1990, Achebe rimase paralizzato dalla vita in giù in seguito a un incidente automobilistico e dopo questo grave incidente si trasferì negli Stati Uniti dove ha insegnato al Bard College di Upstate New York.

le cose crollano. Nel video la youtuber Little reader Sophia ci parladel romanzo di Chinua Achebe Le cose crollano.  Chinua Achebe (1930-2013) è considerato il massimo scrittore africano e rappresenta nei suoi romanzi la disgregazione della società e della cultura africana sotto il gioco del colonialismo europeo, per restituire agli africani l’orgoglio di un’appartenenza e di un’identità. La storia di questa nazione è stata riscritta non dai vincitori, ma dai vinti, nonostante l’instabilità economica e politica, l’inadeguatezza dell’editoria, la terribile guerra civile seguita al tentativo di secessione del Biafra e il persistente analfabetismo.   https://youtu.be/Jc5uMrdd52c

Biografia di Wole Soyinka Nel video vi presentiamo la biografia di uno dei massimi scrittori africani del nostro tempo che ha saputo raccontare l’Africa in una maniera differente e innovativa. Wole Soyinka nasce in Nigeria, nello stato di Ogun, 13 luglio 1938; dopo aver completato gli studi in Nigeria all’università di Ibanda, si trasferì a Londra dove frequentò dei corsi di letteratura di inglese, greco antico e storia. Wole è considerato uno dei più importanti esponenti della letteratura dell’Africa sub-sahariana, nonché il maggior drammaturgo africano. Nel 1986 divenne il primo scrittore africano a vincere il premio Nobel per la letteratura, con ”Il dramma dell’esistenza”. L’opera di Soyinka include poesia, romanzi e saggi. Scrive sempre in inglese, ma le sue radici sono legate alla cultura dello yoruba e la tradizione narrativa nigeriana. Tra le sue opere sono presenti anche elementi della tradizione occidentale, dalle tragedie classiche al dramma moderno. Il suo punto di vista critico, soprattutto nei confronti del regime nigeriano durante la guerra civile, lo ha portato a vivere la maggior parte della sua vita all’estero, per la maggior parte del tempo negli Stati Uniti dove ha insegnato come docente in numerose università. Oggi è tornato a vivere in Nigeria con la sua famiglia. 

Teatro di Wole Soyinka. Nel e video proponiamo un breve atto di teatro del drammaturgo africano sui rapporti famigliari. È un frammento di performance di “Child international” di Wole Soyinka nel prestigioso teatro della University of Nigeria di una compagnia teatrale in rapida ascesa che fa rivivere la cultura teatrale nella regione meridionale.

Già on line sul canale di ecoinformazioni i video Musa Drameh,e coinformazioni di tutti gli interventi.

Arci Como WebTV continua domani. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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