ARCI COMO WebTv/ Palinsesto 26 ottobre/ Mara Cacciatori/ Stop Sars

In Occidente va ormai di moda sentire uscire dalla bocca dei soliti esperti populisti “aiutiamoli a casa loro”, probabilmente per svincolarsi dalle questioni che proccupano “altri”, senza sapere quali siano realmente le condizioni che portano a fuggire centinaia di persone. E una vita si definisce “migliore”, quando vengono rispettati i diritti, la libertà e la sicurezza della propria persona, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, opinione politica o di altro genere. Diritti che, insieme al veto della schiavitù, servitù, tortura, trattamento, punizioni crudeli, inumane o degradanti, vengono garantiti dalla Dichiarazione universale dei Diritti umani, firmata il 10 dicembre del 1948. Oggi la Dichiarazione universale rappresenta uno degli strumenti principali per la protezione internazionale dei diritti umani ed uno dei traguardi più importanti nella storia del diritto internazionale, anche se non in tutto il mondo obbedisce a tali principi. Continuamente si sente parlare di episodi in cui i valori appena enunciati non vengono rispettati, e la cosa più terribile è sapere che ogni giorno chissà quante volte questi vengono dimenticati senza che ne veniamo a conoscenza. Anche se non è mai sufficiente, l’informazione relativa a Paesi ancora oggi troppo ignorati, viene manifetata da realtà come la Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (Redani) che diffondono e promuovono situazioni di marginalità. Il 22 ottobre, Redani pubblica sulla pagina Facebook un articolo che rivolge a un pubblico di lettori italiani, dove cerca, senza troppi giri di parole, di descivere cosa realmente sta accadendo in Nigeria, dove la popolazione protesta in ogni parte del Paese contro la violenza della SARS (Special Anti-Robbery Squad) e la mal governance. La SARS rappresenta l’unità speciale della polizia nigeriana, nata nel 1992 per affrontare i crimini associati a rapina , furto di veicoli a motore , sequestro di persona , fruscio di bestiame e armi da fuoco, è stata in diverse occasioni protagonista di violenze legate a esecuzioni extragiudiziali , scomparsa di persone , estorsione , tortura , incorniciatura , ricatto , rapimento , commercio illegale di organi , rapina a mano armata , invasioni domestiche , stupro di uomini e donne, arresti di minori , violazione della privacy e inquinamento corpi idrici smaltendo illegalmente resti umani. Il Paese ha dato vita a un corpo di polizia con l’intento di sconfiggere la criminalità diffusa per le strade, mentre oggi questa rappresenta l’essenza primordiale e più pura di una certa cultura politica nigeriana. Che è sempre stata predatoria. Arraffona. Filo- europea e filo-americana. Omofoba. Classista. Maschilista. Conservatrice. Capitalista, nella sua accezione più tragica e feroce (cit.). L’articolo ricorda la strage di Lekki, una città a pochi chilometri dalla capitale Lagos, dove la protesta che gridava #EndSars si è trasformata in un sanguinoso massacro in cui l’esercito ha aperto il fuoco sui manifestanti.

Il link per leggere l’articolo integrale pubblicato sulla pagina Facebook di Kossi A Komla-Ebri, creatore della Rete della Diaspora Africana Nera in Italia:

https://www.facebook.com/groups/200850807604/permalink/1015823942379260/

Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria al suo secondo mandato ed ex golpista del 1983, è stato costretto a sciogliere il corpo di polizia militarizzato l’11 ottobre scorso, ma le contestazioni non si sono fermate. I giovani chiedono ampie riforme in tutti settori. I manifestanti sfilano ovunque con l’hashtag #EndSars, che i tifosi italiani hanno visto anche sulla maglietta del calciatore nigeriano Victor Osimhen, attaccante del Napoli durante la partita contro l’Atalanta. Il centravanti ha voluto così sensibilizzare i tifosi contro ciò quanto sta accadendo in Nigeria.

Lifegate pubblica un articolo che affronta la spaventosa situazione che oggi colpisce la Nigeria. Per raccontare quanto sta accadendo nelle strade del Paese diffonde un video di Tayo Aina, un personaggio sempre più conosciuto nel mondo del web, ha infatti un canale YouTube (TayoAinaFilms) in continua crescita che oggi conta oltre 100.000 abbonati. Si tratta di un regista e fotografo di professione che gestisce anche una startup di prenotazione di appartamenti / centri per eventi chiamata Spacebook.ng, Aina viaggia in diverse località in vari paesi realizzando video originali che toccano proprietà immobiliari, stile di vita e viaggi. Il titolo del filmato (tradotto) è “Perché i nigeriani protestano contro la brutalità della polizia della SARS”. L’autore del video afferma di voler condividere la sua esperienza con la polizia di Lagos, in Nigeria. Spiega di prestare aiuto alle persone che incontra per strada e dare loro la possibilità di condividere l’esperienza con la famigerata unità di polizia chiamata polizia della SARS in Nigeria.

Le proteste arrivano fino a Roma, come mostra questo video diffuso dal Corriere della sera, dove la comunità nigeriana si è data appuntamento sotto l’ambasciata, in piazza Cavour. Il corteo a cui hanno partecipato circa 200 persone, ha avuto però vita breve, a causa della mancanza di attenzione delle misure anti – Covid19. La piazza era infatti completamente affollata, non c’era il distanziamento oggi richiesto tra le persone e nessuno indossava la mascherina. La polizia è quindi stata costretta a interrompere la manifestazione.

Arci Como WebTV continua domani. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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