ARCI COMO Web Tv/ Palinsesto 29 ottobre/ Abby Basiouny/ Medici senza frontiere

Medici Senza Frontiere ( MSF) è un’organizzazione internazionale privata che si prefigge lo scopo di portare soccorso sanitario ed assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non sia garantito. È stata fondata nel 1972 da alcuni medici Francesi, tra cui Bernard Kouchner che ne uscì nel 1978. Oggi è attiva in 19 paesi del mondo industrializzato e interviene in attività di assistenza in più di 80 paesi. È un’organizzazione che si professa indipendente rispetto a governi e partiti politici e agisce senza porre discriminazioni di razza, religione, sesso o opinione.  Medici Senza Frontiere è costituita da cinque sezioni operative in Francia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi e Spagna che gestiscono direttamente i progetti nelle aree di intervento e li sostengono con attività di raccolta fondi,  reclutamento dei volontari,  informazione sui media e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Alcune delle sezioni partner gestiscono dei progetti sul terreno, per delega di una delle sezioni operative. In questo ambito, Medici Senza Frontiere Italia gestisce, dall’inizio del 2005, dei progetti in Brasile, Perù, Colombia, Haiti, Etiopia, Iraq e tutti i progetti sul territorio Italiano. In Italia Medici Senza Frontiere è un’organizzazione non governativa e dal 1998 anche una Onlus legalmente riconosciuta. La Campagna è da anni impegnata in azioni di monitoraggio e denuncia per individuare e modificare i meccanismi di mercato che stanno all’origine dell’inaccessibilità dei farmaci essenziali per milioni di persone prive di risorse economiche. L’infettivologo Carlo Urbani, morto nel marzo 2003 in Vietnam mentre si occupava dell’emergenza SARS, è stato membro e presidente di MSF Italia.   Attualmente MSF-Italia è impegnata in due importanti azioni di sensibilizzazione. La prima per chiedere alla multinazionale farmaceutica Novartis di rinunciare a una causa intentata contro il Governo Indiano che, se vinta, limiterebbe ulteriormente la disponibilità di farmaci economici e di qualità per i Paesi più poveri. La seconda iniziativa, intitolata “Dimmi di più”, mira a chiedere ai direttori dei principali giornali e TG italiani di dedicare più spazio a ciò che accade nei Paesi più poveri e alle crisi umanitarie. I volontari di Medici Senza Frontiere sono obbligati a seguire questi principi, in tutte le parti del mondo in cui l’associazione è presente: i Medici Senza Frontiere – MSF prestano la loro opera di soccorso alle popolazioni povere, alle vittime delle catastrofi di origine naturale o umana, alle vittime delle guerre, senza discriminazione alcuna, sia essa razziale, religiosa, filosofica o politica; operando nello spirito di neutralità e in completa imparzialità, i Medici Senza Frontiere rivendicano, in nome dell’etica professionale universale e del diritto all’assistenza umanitaria, la totale libertà nell’esercizio della loro funzione; si impegnano a rispettare i principi deontologici previsti dalla professione nonché a mantenere una totale indipendenza da qualsiasi potere e da ogni forza politica, economica o religiosa;in qualità di volontari, sono al corrente dei rischi e dei pericoli presenti nelle missioni che compiono astenendosi, quindi, dal reclamare, per sé o per altri aventi diritto, compensi diversi da quelli che l’associazione sarà in grado di fornire loro.

Il canale youtube Medici Senza Frontiere ci mostra e ci spiega chi sono e come contribuiscono nell’aiutare le vittime di calamita naturali

Nel 1999 Medici Senza Frontiere ricevette il Premio Nobel per la pace, con la seguente motivazione: “Il Comitato norvegese del Nobel ha deciso di premiare con il Premio Nobel per la Pace per il 1999 Medici Senza Frontiere (MSF), come riconoscimento per il lavoro umanitario che l’organizzazione ha realizzato in vari continenti. Fin dalla sua fondazione nei primi anni ’70, MSF ha aderito al principio fondamentale che tutte le vittime di un disastro, sia naturale sia di origini umane, hanno diritto a un’assistenza professionale, fornita con la maggiore efficienza possibili. I confini nazionali, le circostanze e le simpatie politiche non devono influenzare la decisione su chi debba ricevere aiuto umanitario. Mantenendo un alto livello di indipendenza, l’organizzazione è riuscita a portare avanti questi ideali. Intervenendo con rapidità, MSF porta all’attenzione pubblica le catastrofi umanitarie, e segnalando le cause di tali catastrofi, l’organizzazione aiuta a formare la pubblica opinione contro la violenza e l’abuso di potere. In situazioni critiche, segnate dalla violenza e dalla brutalità, il lavoro umanitario di Medici Senza Frontiere ha permesso all’organizzazione di creare aperture per contatti fra le parti opposte. Allo stesso tempo, ogni aiuto coraggioso e disponibile al sacrificio mostra alle vittime un volto umano, testimonia il rispetto per la dignità della persona ed è una fonte di speranza per la pace e la riconciliazione”. Medici Senza Frontiere ha deciso di investire simbolicamente i fondi ricevuti con il Nobel nel lancio della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali.

Il canale youtube Tito Zauli ci mostra un’intervista fatta all’ex vicepresidente di Medici Senza Frontiere Raffaella Ravinetto che ci spiega come l’organizzazione ha usato i soldi ricevuti assieme al Premio Nobel per aiutare le persone con le cure mediche.

Dove bisogna stare, il film-documentario diretto da Daniele Gaglianone, scritto con Stefano Collizzoli, è stato prodotto da ZaLab in collaborazione con Medici Senza Frontiere. La pellicola è stata presentata alla trentaseiesima edizione del Torino Film Festival ed è uscita nelle sale cinematografiche nel gennaio 2019. Il film è suddiviso in capitoli intitolati con parole estrapolate dai colloqui con le quattro volontarie e protagoniste del film, Dove bisogna stare mostra nella sua linearità narrativa l’importanza dei piccoli gesti di un’etica senza bandiere, informale e non strutturata. Nelle storie di Lorena, 64 anni, psicologa e psicoterapeuta in pensione che fornisce soccorso ai pachistani rifugiati nella jungle, la periferia industriale di Pordenone deserta da anni, nelle vicende di Elena, che nella sua casa di Oulx ospita un giovane camerunense che ha attraversato a piedi nudi la frontiera innevata in Val di Susa, rischiando l’amputazione per congelamento, nella vitalità di Georgia, 26 anni, ex segretaria in uno studio medico a Como, che aiuta chi si accampa senza futuro davanti alla stazione ferroviaria, e nell’energia di Jessica, la più giovane delle quattro, anch’essa residente nel centro sociale Rialzo di Cosenza di cui è responsabile, un edificio abbandonato in cui hanno trovato riparo ottanta persone giunte da Gambia e Marocco, c’è un netto ribaltamento di prospettiva. Uno sguardo neutro, quello di Gaglianone, ma che allo stesso tempo trasmette molto e fa capire molto allo spettatore cosa si sta dicendo e cosa, chi sta parlando nel film, a vissuto e sta vivendo ogni giorno nell’aiutare il prossimo.

Movie Trailer ci mostra il trailer del film di Daniele Gaglinone intitolato Dove bisogna stare.

Anche per oggi è tutto, vi auguriamo una buona serata e ci rivediamo domani su questa pagina. [Dario Onofrio, coordinatore Arci Como WebTV]

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