ARCI COMO Web Tv/ Palinsesto del 7 dicembre/ Abby Basiouny e Mara Cacciatori/ Lidia Menapace

Un’attivista femminista, forse la prima a intendere un linguaggio sessuato come strumento fondamentale contro il sessismo, una donna che ha passato la vita a lottare per i diritti delle donne, una partigiana e nota sostenitrice della Resistenza, ex senatrice di Rifondazione comunista, stiamo parlando di Lidia Menapace. Dedichiamo, con tristezza, affetto e riconoscenza questa edizione interamente a lei.

Referendum, Menapace: “Vietato parlare del No? L'Anpi non è a disposizione  di Renzi. Finito il tempo del pensiero unico” | PRIMA LE PERSONE

Lidia Menapace è morta a Bolzano il 7 dicembre 2020. Lidia nasce il 3 aprile 1924 a Novara e fin da giovane si unisce alla Resistenza dopo occupa il ruolo di partigiana. Inizialmente, nel periodo dopoguerra, si impegna nei movimenti cattolici sopratutto in quello della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) e nel 1964, dopo essersi trasferita nell’Alto Adige riesce e diventa la prima donna ad entrare nel Consiglio provinciale di Bolzano riuscendo anche ad essere la prima donna nella giunta provinciale come assessora effettiva per affari sociali e sanità. Questo cambia quando, nel 1968 non le viene rinnovata l’incarico di lettrice di lingua italiana e metodologie degli studi letterari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in seguito alla visione di un documento intitolato Per una scelta marxista incominciando cosi a provare interesse nei confronti del Partito Comunista Italiano. Nel frattempo nel maggio 2005 viene eletta nel Comitato Etico di Banca Popolare Etica in cui rimane per un anno, fino quando viene eletta Senatrice. Aderisce a Rifondazione Comunista fin dalla fondazione e nelle elezioni politiche del 2006 viene eletta al Senato Poco dopo la nascita del governo Prodi è proposta alla presidenza della Commissione Difesa al Senato, gesto considerato un affronto da alcuni elementi della Casa delle Libertà visto il suo antimilitarismo e in seguito alla pubblicazione di un’intervista di Lidia per il Corriere della sera sulla sua opinione negativa riguardante le Frecce Tricolore venne nominato anziché lei il senatore Sergio De Gregorio. Dal 6 febbraio 2007 al 28 aprile 2008 ricopre la carica di presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. Nel 2009 Lidia Menapace si candida alle elezioni europee nella lista anticapitalista PRC-Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) nella circoscrizione Nord-Est senza essere eletta a causa del mancato raggiungimento della soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale. Nell’aprile 2011 entra nel Comitato Nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Un’intervista a cura di Gad Lerner nella trasmissione LA SCELTA – I partigiani raccontano racconta dell’importante contributo che hanno dato le donne negli anni della Resistenza, perché, come spiega, ricoveravano i soldati dell’esrcito italiano in fuga. Lidia Menapace non ha mai rifiutato di mostrarsi come una donna libera, come dimostra in occasione della sfilata del 25 aprile, quando venne proclamata la liberazione in Italia dal regime fascista e dall’occupazione nazista, il segretario e capo indiscusso del partito comunista italiano Palmiro Togliatti sosteneva che le donne non dovessero partecipare, Lidia prese parte al corteo.

Il canale youtube TheROSETOtv ci mostra un’intervista fatta da Luca Maggitti a Lidia Menapace dove racconta perché è diventata Partigiana.

Lidia Menapace rappresenta una delle voci più importanti del femminismo italiano sostenitrice del valore inestimabile di uno Stato dove l’uguaglianza non è solo una bella parola per infarcire i discorsi politici, ma è sostenuta, custodita e preservata. Del  Movimento femminista, è tra le prime a combattere il sessismo intrinseco nelle parole e a sdoganarlo, in una produzione letteraria diffusa in una miriade di giornali, riviste, pubblicazioni e nei suoi libri, sempre senza rinchiudersi nella torre d’avorio ma toccando con mano e scendendo in prima linea.

Il canale youtube La Rete delle Reti ci mostra l’intevista di Lidia Menapace contro il sessismo.

Nel 2006 Monica Lanfranco, giornalista impegnata nella lotta al femminicidio, scrisse e produsse il film-documentario sulla lunga storia di Lidia Menapace per diventare senatrice e di come, attraverso una campagna denigratoria per le sue affermazioni pacifiste e antimilitariste, le sono costate la presidenza della Commissione Difesa del Senato.

La pagina web arcoiris tv ci da la possibilità di guardare il film- documentario di Lidia Menapace.

Lidia Menapace ha partecipato a diverse iniziative a Como, ospite ad esempio alla giornata Costituzione resistente del 2 giugno 2015, ricordiamo il suo intervento registrato e presentato dal sito ecoinformazioni. Un’occasione per per ribadire come e perché la Carta fondamentale dell’Italia sia stata fondata sul lavoro, lamentando l’espropriazione della Festa del 2 giugno che, destinata alla manifestazione dell’amore per la Repubblica, si vorrebbe trasformare nell’ennesima celebrazione delle Forze armate e delle guerre.

Nella primavera del 2014 venne pubblicato il libro “Io partigiana. La mia resistenza” che racconta l’incredibile storia di Lidia Menapace. Lidia è nata nel 1924 a Novara, poi a Bolzano. Staffetta partigiana, senatrice della Repubblica italiana, pacifista e femminista militante, in questo libro racconta la sua esperienza nella Resistenza attraverso i grandi eventi storici e gli episodi di eroismo personale e collettivo. Ci parla della solidarietà tra famiglie e di quando cerano le fughe in bicicletta, la distribuzione dei giornali clandestini e la paura dei posti di blocco dei nazifascisti, la consegna dei messaggi in codice imparati a memoria, l’aiuto prestato a un giovane ebreo nella fuga in Svizzera, i libri sui sindacati letti di nascosto, lo studio al lume di candela durante il coprifuoco e poi, la presa di coscienza graduale del valore politico della Resistenza, che ha posto le fondamenta teoriche e pratiche del progetto di una società solidale e partecipata. Ma, come le scriveva in un bigliettino il generale Alexander, comandante delle forze alleate “Lidia resisté” e ancor tutt’oggi la Menapace continua a combattere e a lottare. Una fondamentale testimonianza, storica e coinvolgente, quella di Lidia Menapace e della sua lotta nella Resistenza.

Il canale youtube AltraComo ci presenta la conferenza, con la partecipazione di Lidia Menapace e di Celeste Grossi sulla presentazione del libro biografico “Io partigiana. La mia Resistenza”.

Allo spazio Gloria, un’intera serata, quella del 25 aprile. Il film, Non si può vivere senza una giacchetta viola del progetto Connessioni controcorrente. presentato al Trento Film Festival nel 2016, racconta la sua vita intensa e appassionata che, grazie ad un instancabile impegno quotidiano nell’educazione e nella promozione dei diritti civili, ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia repubblicana del nostro paese.

«Violenza e nonviolenza non cadono dal cielo e nemmeno da Hitler e Gandhi: sono sempre in mezzo a noi. Quando ci sono lotte anche forti, ma motivate con richieste di giustizia, dentro di noi si sveglia Gandhi, ma quando le coscienze sono fosche e annebbiate e i confini morali scompaiono, allora dentro di noi si sveglia Hitler: meglio lottare e spingerlo fuori dalla storia». (Hitler e Gandhi sono fra noi, Lidia Menapace, 5 novembre 2007). Pronunciando queste parole Lidia vuole rendere ingiustificata qualsiasi espressione violenta e razzista. È un atteggiamento che deve partire “dall’alto”, perché non può succedere che un sindaco, un presidente del consiglio indichi con locuzioni negative un gruppo nazionale o religioso in quanto tale, le responsabilità sono sempre individuali, nessuno è colpevole di essere quello che è, ma solo di quello che fa. Se un ebreo ruba è un ladro in quanto ruba, non in quanto ebreo.

Arci Como WebTV continua domani. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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