27 gennaio/ Il segno della memoria

Memoria è ricordo, impresso a fondo nella mente, nel vissuto. Spesso è una parola, un gesto, una nota che risuona di sottofondo a far tornare sulla superficie dei pensieri un ricordo altrimenti sommerso. È questo, in fondo, il senso della Giornata della memoria per le vittime della Shoah: mantenere il ricordo vivo, presente, di quanto è accaduto, continuando a rinnovarne la trasmissione limpida e trasparente verso le nuove generazioni. Questa puntata della Webtv vuole essere insieme testimone (nel ricordo di Ines Figini, ultima superstite comasca dei deportati nei lager scomparsa nel 2020, e nel racconto delle pietre d’inciampo) e strumento di riflessione attraverso l’arte (dalla musica, al teatro, passando per il disegno e la fotografia), poiché soprattutto l’esperienza sensoriale – che sia visiva, tattile o uditiva – permette di immergersi stimolando pensiero e memoria riguardo un periodo storico tragico per l’umanità tutta.

Prima parte: Inciso nella pietra e nelle parole

Pietre d’inciampo a Torino
Le pietre d’inciampo (in tedesco Stolpersteine) sono un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti, in modo da poter incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone in cui viene riportato il nome e cognome della persona ricordata, la sua data di arresto e di deportazione. L’artista tedesco racconta la genesi e la crescita del proprio progetto artistico e Andrea Ripetta illustra l’impegno di Torino nell’accogliere le Stolpersteine.

Storie (radiofoniche) in cui inciampare
Claudio Jampaglia e Elisabetta Ruffini, direttrice dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, in questo podcast di Radio Popolare percorrono radiofonicamente le strade europee alla scoperta della storia di alcune donne, scrittrici della deportazione, dietro le targhe d’ottone.

Le Memorie d’inciampo e il giorno della memoria di Radio Popolare

Vivere con partecipazione
«L’indifferenza uccide: bisogna vivere con partecipazione, parlando con il cuore e con le nostre azioni». Le parole di Ines Figini, ultima superstite comasca dei lager nazisti, ben riassumono il senso della Giornata della memoria commemorata, nel 2018, con un incontro insieme agli e alle studenti/e nella Biblioteca comunale di Como.

Tanto tu torni sempre
La testimonianza come ricordo specifico delle persone sopravvissute, che hanno fatto sì che non vincesse il vuoto spalancatosi nella propria interiorità, tenendo viva la memoria con le loro parole e il loro corpo, riuscendo a rendere giustizia a chi non ce l’ha fatta. Così come Ines Figini non ha mai smesso di fare. Il suo intervento nel 2017, durante la presentazione del libro di Giovanna Caldara e Mauro Colombo, Tanto tu torni sempre. Ines Figini, la vita oltre il lager.

-Passaggio di testimone
Il racconto di Ines Figini, raccolto nel 2018 dagli studenti dell’Isis Paolo Carcano nell’ambito del progetto In treno per la memoria, rappresenta il passaggio di testimone più importante: da chi ha vissuto in prima persona la deportazione e gli orrori della guerra, la memoria storica passa alle nuove generazioni, rendendo studenti/e consapevoli della necessità di trasmettere in prima persona la storia (di Ines, così come quella di tante e tanti), perché possano costruire e mantenere viva la consapevolezza dei valori di libertà, dignità e solidarietà.

Seconda parte: Musica, immagini e memoria

Brundibar al Teatro Sociale
In preparazione della Giornata della Memoria del 2018, il 12 gennaio di quell’anno al Teatro Sociale di Como venne messa in scena, a cura di un nutrito gruppo di scuole comasche, l’operina Brundibar di Hans Krása con libretto di Adolf Hoffmeister, originariamente realizzata nel lager di Terezin/There-sienstadt.
Quell’allestimento fu un’esperienza didatticamente importantissima, con un esito musicale e teatrale di tutto rispetto, di cui qui è riproposto un frammento, a dimostrazione di quanto, con un’attività didattica ben impostata, si possa rendere vivo l’esercizio della memoria (leggi la recensione completa su ecoinformazioni).

I disegni di Terezin
L’arte come evasione, ed insieme testimonianza storica. Dall’archivio autovisivo del Movimento operaio e democratico, un cortometraggio con le poesie e i disegni bambini detenuti nel campo di concentramento di Terezin (questi ultimi eseguiti sotto la guida dell’artista tedesca, anch’essa deportata), in cui si narra, in forma fiabesca, la storia spirituale del loro dolore.

Sonata di Auschwitz. Música da esperança
La sonata di Auschwitz, eseguita nel 2020 (e riproposta a Como al Teatro Nuovo per la Giornata della Memoria 2022) dal violinista e direttore d’orchestra Maurizio Padovan per ricordare il terribile periodo dei deportati in Auschwitz, della vita infernale nelle trincee, delle condizioni dei prigionieri, della disciplina e della strategia del terrore, delle carneficine.

-Train de vie
Un viaggio, tragicomico e paradossale, attraverso l’Europa dell’est durante l’imminente invasione nazista, raccontato in maniera brillante dal regista Radu Mihaileanu, tra melodie gitane e umorismo yiddish. Uscito nelle sale cinematografiche nel 1998, Train de vie (di cui Moni Ovadia ha curato i dialoghi italiani) è uno strampalato – eppure a modo proprio serissimo – racconto di evasione, commistioni culturali, pregiudizi nei pregiudizi, immerso nel più grande flusso narrativo degli orrori perpetrati dal nazismo in tutta Europa; in esso la musica, composta da  Goran Bregović, è spesso lo strumento più adatto per dipingere la dolceamara storia di Shlomo e del suo villaggio.

-ecoinformazioni ricorda
Laddove la memoria è labile, arrivano le immagini, evocative, potenti, dal valore semantico stratificato, per fissare un ricordo in maniera indelebile: così il cortometraggio di Andrea Rosso, per la Giornata della memoria del 2020, racchiude in sé date, personaggi, orrori, rivincite, storie universali e particolari – perché non si dimentichi mai, facendo dei propri occhi sentinelle mai assonnate sul futuro.

[Sara Sostini, Daniele Molteni e Fabio Cani, ecoinformazioni; con il contributo di Jakub Beydoun, Nicolai Fedoryan, Simone Puleo, stagisti della scuola Castellini per ecoinformazioni]

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