ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 17 luglio/ Fabio Cani/ Breve riassunto del Lago di Como

Il Lago di Como è un universo complesso che anche (e forse soprattutto) le persone che lo vivono da vicino danno per scontato. Certo, per tutti è il lago “più bello del mondo”, ma non è detto che sia il più conosciuto. Il Lario (questo il suo nome “letterario” o forse addirittura originario, di cui si ignora – ovviamente – l’esatto significato…) è quindi fonte continua di scoperte, anche per chi – come noi – lo scruta e lo studia da anni. Del resto il lago è meta privilegiata di passeggiate, gite ed escursioni, soprattutto nella “bella stagione”, e quindi vi proponiamo qualche contributo per conoscerlo meglio.

Dalle 10/ Cominciamo con il contributo di un esperto, amico e collaboratore da sempre: l’architetto Marco Leoni, direttore del Museo del paesaggio del Lago di Como, che ha sede nella Villa Mainona, in località Tremezzo (comune di Tremezzina), proprio al centro del Lago di Como, e dunque in posizione particolarmente privilegiata per cogliere non solo le immagini, ma anche le ragioni profonde del paesaggio e del territorio.

Dalle 11/ Torniamo in città, per approfondire uno dei luoghi chiave del rapporto tra Como e il “suo lago”: l’interfaccia dell’antico porto (ora piazza Cavour). È anche un modo per guardare alla sedimentazione storica del rapporto tra la gente e il territorio. Negli ultimi decenni questo rapporto è sfumato sul fondo della vita quotidiana, ma prima era una realtà fortissima.

Dalle 12/ Il porto non è l’unico collegamento tra la città e il lago… Alla fine dell’Ottocento vengono realizzati i “lungo lago” che a Como ovviamente si chiamano “lungolario”; diventano subito uno dei luoghi privilegiati del nascente turismo, dando origine anche a storie molto curiose.

Dalle 13/ Il lago, storicamente, era la principale infrastruttura del territorio: una vera e propria “autostrada” ante litteram. Se ne possono raccontare le vicende a partire dall’uso delle imbarcazioni tradizionali, quelle mosse semplicemente dalle forze naturali o da quelle umana: le barche.

Dalle 14/ Oppure si possono raccontare le storie dei battelli “a vapore”, una delle fondamentali conquiste della modernità sul territorio, capaci di modificare radicalmente la percezione stessa del lago. Anche queste storie sono narrate, in breve, a partire da immagini, nella serie “iCOMOgrafie”.

Anche per oggi può bastare. La prossima settimana una puntata su uno dei luoghi mitici della città, ormai scomparso e quindi consegnato solo alla memoria. [Fabio Cani, NodoLibri]

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